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Ascesso Cerebrale

E’ una raccolta purulenta, in genere capsulata, localizzata nel parenchima cerebrale o cerebellare,

di solito a livello emisferico.

 

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Cause, fattori di rischio e eziopatogenesi​

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Può essere post-chirurgica, post-traumatica (per traumi cranici penetranti) o spontanea in pazienti che presentano fattori di rischio come pneumopatie o cardiopatie, endocarditi, sinusiti ricorrenti, diabete, HIV. La disseminazione per via ematogena è la causa principale di ascesso Si formano in seguito a localizzazione nel tessuto nervoso di un embolo settico giunto da un altro focolaio, ad esempio da ascessi polmonari o endocarditi. Possono originare anche da ascessi dentali. In altri casi esiste una propagazione per contiguità, ad esempio dai seni nasali o dall'orecchio medio o dalla mastoide. In questi casi l'infezione riconosce prima uno stadio osseo, poi uno stadio meningeo e infine uno stadio encefalico. In altri casi possono essere di natura post-traumatica o post intervento chirurgico.

Nella maggior parte dei casi si tratta di: Streptococchi, Stafilococchi, Emophili, Enterobacteriacee, Proteus .In oltre il 25% dei casi le colture provenienti dagli ascessi sono sterili.

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Anatomia patologica

L'ascesso è formato da diverse zone:

 

1. centro necrotico con materiale purulento

2. zoona periferica con cellule infiammatorie e macrofagi

3. una densa capsula

4. vasi neoformati.

5 una gliosi reattiva con edema.

 

 

Diagnosi clinica e strumentale​​

​Nelle fasi iniziali la diagnosi clinica può essere particolarmente complessa, soprattutto in assenza di febbre, per un quadro clinico subdolo. Il quadro clinico dipende dalla sede, dimensioni e condizioni immunitaria del soggetto, fino ad avere un andamento rapidamente progressivo. Si associa a segni di infezione come la febbre e aumento degli indici di flogosi agli esami ematici.

Quando sussiste il sospetto clinico laboratoristico, è necessario effettuare una TC cranio e successivamente una RM encefalo con mezzo di contrasto. L'ascesso si mostra come una lesione rotondeggiante conn un cercine iperintenso captante mezzo di contrasto e un'area centrale ipointensa, necrotica. Si associa esteso edema perilesionale.

 

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Trattamento

Spesso è necessario sia un trattamento medico che un trattamento chirurgico.

Ci si avvale del trattamento chirurgico per decomprimere le strutture limitrofe e per provare ad isolare il germe responsabile dell’infezione. Si arriva all'intervento chirurgico nei casi in cui c'è un effetto massa sul parenchima cerebrale, casi in cui la casi in cui la diagnosi è stata difficoltosa, casi in cui c'è un aumento della pressione intracranica con alterazioni del quadro neurologico.

Si effettua una aspirazione del contenuto purulento, che viene mandato in analisi, e una escissione periferica di tutto l'ascesso, inclusa la capsula. Solitamente questo trattamento facilita il successivo trattamento antibiotico favorendo la guarigione del paziente.

La terapia antibiotica ad ampio spettro per via endovenosa è lo step fondamentale per trattare un ascesso cerebrale, dopo l'intervento chirurgico, e spesso dura diverse settimane. Successivamente il paziente viene monitorato con RM di controllo con MdC e visite infettivologiche fino alla risoluzione del quadro infettivo che avviene in circa il 90% dei casi.

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ascesso temporale spontaneo
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