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FAQ - domande e risposte

Qui è possibile trovare un elenco delle domande più frequenti in ambito neurochirurgico.

Per informazioni più dettagliate su queste e altre patologie cliccate sul link in basso

PATOLOGIA CEREBRALE

-TUMORI CEREBRALI-

Quali sono i tumori che vengono operati in neurochirurgia?

Sono meningiomi, gliomi (principalmente glioblastoma o gliomi di basso grado) e neurinomi (più frequenti tra tutti i neurinomi dell’acustico e più raramente del nervo trigemino). Altri tumori più rari sono gli emangioblastomi, gli epidermoidi e gli emangiopericitomi. Frequentemente arrivano al neurochirurgo, pazienti con lesioni secondarie, ovvero metastasi che coinvolgono il cervello a partire da altri organi.

 

Presso l’IRCCS Neuromed di Pozzilli mi occupo di questi tipi di tumori sopra elencati, con l’utilizzo del monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio.

 

Il meningioma va sempre operato?

No. In caso di meningioma di piccole dimensioni, e/o calcifico e/o asintomatico si procede con un follow-up radiologico con risonanza magnetica con mezzo di contrasto. Al contrario, in caso di lesioni di dimensioni maggiori e sintomatiche si procede con l’intervento chirurgico. Altri fattori da valutare nella decisione sono l’età del paziente e le eventuali altre comorbidità.

 

Il neurinoma dell’acustico va sempre operato?

No. Vengono valutate dimensioni del neurinoma, sintomi, persistenza di un udito funzionale, età ed eventuali comorbidità del paziente. Quando è necessario, l’obiettivo dell’intervento chirurgico è quello di asportare la gran parte della lesione (oltre il 90%.) In alcuni casi, è necessario, per ridurre il rischio di deficit del nervo facciale postoperatorio, lasciare un piccolo frammento di tumore a livello del nervo. Il residuo viene monitorato nel tempo con risonanze magnetiche con mezzo di contrasto per decidere se trattarlo eventualmente con gamma knife.

 

L’intervento chirurgico per tumore cerebrale che rischi ha?

I rischi di deficit neurologico o di epilessia sono variabili e dipendono principalmente dalla localizzazione del tumore. Ad esempio un meningioma o un glioma superficiale in sede frontale destra ha dei rischi contenuti. Al contrario, un neurinoma o un meningioma del basicranio possono avere dei rischi aumentati in considerazione della vicinanza al tronco cerebrale, ai vasi e ai nervi cranici. Tutti gli interventi hanno un rischio, seppur basso, di infezione e emorragia.

 

A che cosa serve e quando è indicata la gamma knife per i meningiomi e neurinomi cerebrali?

La gamma knife è uno strumento molto utile per il paziente e per il chirurgo. Ha però delle indicazioni ben precise. In generale è sconsigliabile effettuare gamma knife su un meningioma di piccole dimensioni; in questi casi è meglio procedere con follow-up radiologico con risonanza magnetica con mezzo di contrasto. Infatti, molti meningiomi non crescono perché sono di grado 1. La principale indicazione è in caso di accrescimento di un residuo post operatorio di un meningioma di grado 1 o 2 (più spesso parasagittale o del basicranio) o di un neurinoma dell’acustico. In alcuni centri, in caso di residuo postoperatorio di meningioma di grado 2 viene effettuato subito un trattamento con gamma knife.

Presso l’IRCCS Neuromed di Pozzilli è disponibile un ambulatorio di Radioterapia per una consulenza per gamma knife.

 

La gamma knife può sostituire l’intervento chirurgico?

Molto raramente. L’esempio principale è il caso di un neurinoma dell’acustico inferiore a 2 cm. In questo caso è possibile effettuare un trattamento gamma knife invece dell’intervento chirurgico con l’obiettivo di bloccare l’accrescimento del tumore o in casi più fortunati di favorirne la necrosi interna. Questo ragionamento vale soprattutto per pazienti anziani o non candidabili alla chirurgia per altri motivi medici. In questi anni è comunque importante ascoltare anche il volere del paziente, sempre per quei casi in cui è possibile scegliere una delle due opzioni, l’intervento chirurgico o la gamma knife.

 

Per un intervento di tumore cerebrale a quale neurochirurgo devo rivolgermi?

Devi rivolgerti a un neurochirurgo specializzato nel trattamento dei tumori cerebrali, dato verificabile con il curriculum vitae. Inoltre, è consigliabile fare riferimento a un neurochirurgo e ad una struttura ospedaliera con un alto numero di interventi chirurgici per tumore l’anno. Un numero superiore ai 300 casi l’anno per tumore cerebrale indica una esperienza particolare dell’equipe.

Presso l’IRCCS Neuromed di Pozzilli vengono trattati circa 400 casi l’anno di tumore cerebrale.

 

Ho un meningioma/neurinoma del basicranio, quale è il trattamento specifico?

I meningiomi e neurinomi del basicranio richiedono un trattamento specifico e una valutazione completa prima di procedere con l’intervento chirurgico. Si tratta di tumori benigni, ma che hanno una localizzazione profonda, in prossimità del tronco cerebrale e di importanti vasi e nervi. In primis bisogna rivolgersi a un neurochirurgo specialista esperto di interventi sul basicranio come: Clinoidectomia, petrosectomia anteriore e combinata, Far lateral, orbito-zigomatico, approccio alla parete laterale del seno cavernoso. Rientrano nei tumori del basicranio i meningiomi: di clinoide, della doccia olfattoria, del Tuberculum sellae, del Forame Magno, Petroclivale. Sono tumori del basicranio anche alcuni epidermoidi e i neurinomi del trigemino.

 

Presso l’IRCCS Neuromed di Pozzilli effettuo questo tipo di interventi dopo una esperienza maturata a New York e a Parigi, con l’utilizzo del monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio.

-ENDOSCOPIA ENDONASALE-

Ho un adenoma ipofisario, cosa devo fare?

Bisogna recarsi dal neurochirurgo e dall’endocrinologo. L’adenoma ipofisario è un tumore benigno dell’ipofisi. Può essere secernente, ovvero produrre ormoni, oppure non secernente. Nel caso raggiunga una estensione sopra sellare può dare dei sintomi visivi. L’indicazione chirurgica viene presa come decisione di equipe tra il neurochirurgo e l’endocrinologo.

Presso l’IRCCS Neuromed di Pozzilli è disponibile un ambulatorio di Endocrinologia esclusivamente per la patologia dell’Ipofisi.

 

Per un adenoma dell’ipofisi come si effettua l’intervento?

L’intervento avviene effettuato nella quasi totalità dei casi per via endoscopica endonasale, Ovvero utilizzando l’endoscopio attraverso le narici del naso. In molti casi è possibile effettuare l’intervento utilizzando una sola narice (approccio mononostril).

Presso l’IRCCS Neuromed di Pozzilli mi occupo di questi tipi di tumori sopra elencati, con approccio mononostril.

 

Che cosa è il cordoma del clivus? Quale è il trattamento?

Il cordoma è un tumore a lenta crescita che erode l’osso. Necessita prima di una decisione chirurgica, di un’attenta valutazione multidisciplinare. Quando è indicato l’intervento chirurgico viene effettuato nella gran parte dei casi per via endoscopica endonasale. In alcuni casi sono necessari approcci al basicranio come la petrosectomia.

Presso l’IRCCS Neuromed di Pozzilli effettuo questo tipo di interventi dopo una esperienza maturata a New York e a Parigi, con l’utilizzo del monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio.

-PATOLOGIA CEREBRALE: Chiari, Nevralgia trigeminale, Vascolare-

Che cosa è la malformazione di Chiari?

È una malformazione congenita della giunzione cranio cervicale in cui le tonsille cerebellari sono discese al di sotto del forame magno. È una condizione più frequente di quello che si credeva quando fu descritta, infatti non è raro trovarla in una risonanza magnetica effettuata per altri motivi.

 

Per la malformazione di Chiari mi devo operare?

Nella maggior parte dei casi non è necessario un intervento chirurgico. Esistono diversi tipi di malformazione di Chiari. In generale, l’intervento chirurgico è consigliato soltanto quando la malformazione di Chiari è associata a idrocefalo e/o siringomielia. In questi casi si effettuano un intervento per via posteriore di decompressione osteodurale.

 

In cosa consiste l’intervento chirurgico per nevralgia del trigemino?

L’intervento chirurgico per nevralgia del trigemino è la decompressione microvascolare. Ovvero si tratta di separare l’arteria che tramite la sua pulsazione determina la nevralgia. L’intervento è indicato per la nevralgia tipica, in cui sono presenti le classiche scosse dolorose della durata di pochi secondi. Se indicato ha una risoluzione della nevralgia di circa oltre l’80%. È un intervento con dei bassi rischi chirurgici che viene effettuato tramite approccio retrosigmoideo mini invasivo.

Che cos’è un angioma cavernoso?

È una malformazione vascolare a basso flusso costituita principalmente da capillari. Per questo motivo ha un basso rischio di sanguinamento pericoloso. Nella maggior parte dei casi, se di piccole dimensioni si procede con follow-up radiologico con risonanza magnetica. Nel caso di angioma cavernoso superiore a 2 cm e/o a livello temporale, in base all’età del paziente, si può procedere con l’exeresi chirurgica. Gli andomi cavernosi del tronco cerebrale necessitano di una valutazione a parte specifica per ogni singolo paziente.

 

Che cosa è una MAV ?

È una malformazione vascolare ad alto flusso Costituita da un’arteria afferente da un nidus e da una o più vene di scarico. In base all’architettura vascolare, ha un rischio di sanguinamento più o meno significativo. Prima di valutare se è necessario un trattamento chirurgico o endovascolare o un follow-up radiologico, viene effettuata una valutazione multidisciplinare.

Presso l’IRCCS Neuromed di Pozzilli è disponibile un ambulatorio per una valutazione Neuroradiologica Interventistica.

PATOLOGIA SPINALE

L’ernia del disco lombare va sempre operata?

No, il primo tipo di trattamento è sempre un trattamento conservativo farmacologico. Nel caso di insuccesso, si può provare con un trattamento infiltrativo. Nel caso di insuccesso anche del trattamento infiltrativo si procede con l’intervento chirurgico di asportazione dell’ernia. In caso di deficit neurologico acuto (deficit della flessione dorsale del piede o disturbi urinari) si deve invece procedere con l’intervento chirurgico.

 

Nella mia pratica clinica utilizzo schemi di trattamento farmacologico conservativo per l’ernia del disco testati negli anni e che vengono poi personalizzati da pazienti a paziente.

 

Quali sono le differenze tra protrusione, bulging e ernia discale?

Il bulging discale è un semplice sfiancamento simmetrico del disco, molto frequente nelle risonanze magnetiche, e che non necessita un trattamento chirurgico. La protrusione discale è una piccola protuberanza del disco che può essere mediana o laterale. Anche in questo caso non è necessario un intervento chirurgico. L’ernia del disco invece rappresenta la fuoriuscita di una parte del disco intervertebrale fino ad arrivare a contatto con una delle due radici nervose, destra o di sinistra. Può essere espulsa o contenuta e di varie dimensioni. In casi più rari è mediana.

 

Quando è necessario un intervento per ernia cervicale o per artrosi cervicale?

Il primo trattamento per l’ernia cervicale è sempre farmacologico, nel caso di insuccesso si può procedere con l’intervento chirurgico. Intervento chirurgico è invece subito fondamentale in caso di deficit neurologico. Per quanto riguarda la disco-osteofitosi cervicale (ovvero l’artrosi cervicale) è necessario effettuare un intervento chirurgico quando è presente alla risonanza magnetica una compressione significativa del midollo spinale cervicale, oppure sintomi mielopatici a livello degli arti superiori e/o inferiori.

 

La fisioterapia è utile per il trattamento dei problemi lombari e cervicali?

La fisioterapia è un trattamento fondamentale nella gestione delle problematiche lombari e cervicali. In molti casi è possibile, grazie al trattamento fisioterapico, migliorare la propria qualità di vita e non arrivare all’intervento chirurgico. Nel caso invece di intervento chirurgico, a distanza di un mese, il paziente ha bisogno di fare un percorso riabilitativo posturale che migliora l’outcome post-operatorio e che riduce il rischio di nuovi interventi nel futuro.

 

Quali sono i tempi di recupero dopo un intervento alla colonna vertebrale?

In generale, per la maggior parte degli interventi il giorno dopo è possibile già camminare nella corsia del reparto. Per quanto riguarda gli interventi di ernia lombare, stenosi lombare, ernia cervicale, disco-osteofitosi cervicale sono richiesti un paio di mesi di stop dal lavoro. Dopo un intervento di stabilizzazione vertebrale, il recupero è generalmente più lento, richiede circa 3-4 mesi.

La terapia del dolore è utile e a che cosa serve?

La terapia del dolore è un ottimo trattamento alternativo all’intervento chirurgico. Viene utilizzato come tentativo per evitare un intervento chirurgico oppure nei pazienti non candidabili ad una operazione per età o comorbidità. Consiste principalmente in trattamenti farmacologici per bocca specifici, applicazione di cerotti medicali, ozonoterapia, infiltrazioni profonde periradicolari guidate via Rx o TAC. Viene solitamente effettuata da uno specialista, detto antalgologo.

 

Quando è necessaria una stabilizzazione vertebrale lombare?

La stabilizzazione è vertebrale o artrodesi è necessaria nei casi di frattura vertebrale (acuta o inveterata),  nelle spondilolistesi (scivolamenti vertebrali) o nei casi di instabilità per degenerazione discale. Si tratta di interventi più invasivi che richiedono il posizionamento di viti peduncolari e barre. Per questo viene effettuata un’attenta valutazione prima di porre una indicazione chirurgica.

 

Quali problemi può dare un meningioma/neurinoma spinale?

Possono manifestarsi con disturbi della deambulazione (con progressiva difficoltà a camminare), con dolore tipo lombosciatalgia o cervicobrachialgia, oppure con sintomi mielopatici. Frequente è anche il dolore cervicale o lombare durante la notte. Necessitano nella maggior parte dei casi di una asportazione chirurgica, con l’utilizzo del monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio.

Presso l’IRCCS Neuromed di Pozzilli mi occupo di questi tipi di tumori sopra elencati, con l’utilizzo del monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio.

VARIE

Quale è la differenza tra risonanza magnetica (RM) e TAC?

Sono due esami molto diversi. La risonanza magnetica permette di vedere meglio i tessuti molli e ha una durata maggiore, La TAC permette di vedere meglio l’osso e ha una breve durata.

 

Quale è la differenza tra risonanza magnetica (RM) chiusa e aperta?

La risonanza magnetica chiusa ha una qualità nettamente migliore e è sempre preferibile per una migliore diagnosi. Può essere a 1.5 Tesla o 3 Tesla. La risonanza aperta ha una qualità peggiore ed è consigliabile solo per i pazienti che soffrono di una severa forma di claustrofobia o ansia.

 

A cosa serve l’elettromiografia?

L’elettromiografia serve per valutare la presenza di una irritazione o denervazione a livello muscolare. Può essere utile nello studio di un paziente con patologia lombare o cervicale. Si associa spesso a elettroneurografia e velocità di conduzione del nervo mediano per escludere un’eventuale sindrome del tunnel carpale.

 

Gli integratori per il sistema nervoso sono utili?

Sì, esistono degli integratori con L-Acetilcarnitina, acido alfa-lipoico e complesso delle vit.B che possono avere un ruolo nel caso di deficit neurologico per facilitare il recupero.

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